Marsanne · Ospitalità
Nel borgo di Marsanne, nella Drôme Provençale, Pantoufle è un hotel indipendente di 17 camere che riflette il senso dell’ospitalità di Jeanne Jouvet. Accogliente e generoso, invita gli ospiti a rallentare il ritmo.
Music Eye View ha dato a questa accoglienza un’identità sonora. Canzoni francesi familiari, tesori dimenticati e artisti emergenti compongono una colonna sonora giocosa, a tratti sorprendente, che cambia con l’ora, la stagione, le idee di Jeanne e la vita quotidiana dell’hotel.
Il marchio
L’ospitalità, alla maniera di Jeanne
Sulla piazza del borgo di Marsanne, Pantoufle conta diciassette camere. Nessun numero: misure di scarpe. E un invito che sta quasi tutto in un verbo: pantoufler, vivere in pantofole.
Jeanne lo chiama un pied-à-terre. Si viene a pranzo, per dormire, incontrare amici, passeggiare nel borgo, bere qualcosa, lasciare che una conversazione continui. Le camere hanno misure di scarpe, il team si chiama pantouflards e l’ozio non ha bisogno di scuse.
La tavola, il bar, le camere, la piscina e il giardino appartengono a un’unica casa, profondamente radicata a Marsanne e aperta a chi viene a soggiornare.
Quando Pascale ed Éric scoprono Pantoufle, riconoscono subito Jeanne. Il suo buonumore contagioso e la sua personalità solare sono già ovunque. Così come il suo spirito, il gusto per l’inatteso e l’attenzione ai dettagli.
La musica avrebbe dovuto avere la stessa libertà di tono.
© Pantoufle Hôtel
Il progetto
Voglia di pantoufler
Jeanne aveva incontrato Pascale ed Éric qualche anno prima, durante l’ultimo anno all’Institut Paul Bocuse. Erano stati suoi docenti. Attraverso le loro lezioni aveva scoperto Music Eye View, i progetti musicali per hotel a cui lavoravano e il loro modo di avvicinarsi alla musica di un luogo.
Dopo il diploma, Jeanne decide di aprire un luogo tutto suo. Mentre Pantoufle comincia a prendere forma, la musica entra presto nei suoi pensieri e lei torna da Pascale ed Éric. Conoscono già Jeanne, ma vederla immaginare Pantoufle permette loro di scoprirne un altro lato.
Le loro conversazioni mettono a fuoco il suo approccio all’ospitalità, il suo posto nel borgo e il tempo che vuole offrire a chi verrà a soggiornare. Pascale ed Éric propongono anche di fare di Pantoufle un progetto di fine studi all’istituto. La casa che Jeanne sta creando diventa un caso reale per una nuova classe di studenti, chiudendo il cerchio della sua storia con la scuola.
Pantoufler nella Drôme Provençale, con la musica intrecciata al luogo.
© Pantoufle Hôtel
Identità sonora
Fuori dai sentieri battuti
Per Pascale, il punto di partenza resta Jeanne: il suo spirito, l’energia solare, l’istinto per un’ospitalità semplice e il piacere pieno di prendersi il proprio tempo.
Questo ci porta naturalmente a esplorare una certa idea della Francia attraverso la musica.
Nel Sud della Francia degli anni Sessanta e Settanta, quel mondo sfiora anche una controcultura attratta da altri ritmi di vita: più liberi, più bohémien, più vicini alla terra. Senza trasformarsi in scenografia o citazione rétro, questa memoria diffusa risuona con Pantoufle: sole, nonchalance, ironia, voglia di sottrarsi.
Éric e il suo team cercano oltre i grandi nomi i brani trascurati; dietro una voce familiare, la canzone dimenticata; in un repertorio che crediamo di conoscere, le strade laterali che gli ascoltatori hanno gradualmente dimenticato.
Da lì, la ricerca si estende dagli anni Sessanta alla musica francese di oggi.
Artisti che pensiamo di conoscere ritornano attraverso canzoni che raramente vengono riproposte. Gemme dimenticate tornano a sembrare inaspettatamente contemporanee. Altre canzoni sono sconosciute eppure portano con sé quella strana familiarità che fa venire voglia di conoscerle.
Da Pantoufle, il piacere sta spesso qui: riconoscere una presenza prima di saperle dare un nome.
Da Pantoufle, questi momenti appartengono pienamente allo spirito della casa: il piacere di condividere. Voci familiari, gemme nascoste o dimenticate, canzoni francesi ascoltate di rado, poi artisti più giovani che portano altrove la stessa libertà.
Poi spunta un telefono. Si cerca il brano con Shazam.
© Pantoufle Hôtel
Programmazione musicale
Musica, dalla sera al mattino
La giornata lascia a questo paesaggio musicale francese lo spazio per cambiare carattere.
A colazione
La Francia si sveglia dolcemente: voci intime, canzoni piene di poesia, leggerezza e sole.
A pranzo
Éric e il suo team si addentrano negli anni Sessanta e Settanta: gemme, tesori nascosti o dimenticati, canzoni solari o maliziose che raccontano un’altra storia della musica francese.
La sera
La selezione si apre alle scene francesi più recenti, tra chanson e pop contemporaneo, sempre in francese.
Il paesaggio musicale cambia con il passare delle ore e da uno spazio all’altro.
© Pantoufle Hôtel
Governance
Di nuovo da Pantoufle!
A volte li richiama una nuova stagione, una playlist o un’idea di Jeanne.
A volte vengono semplicemente a soggiornare da Pantoufle: prendere una camera, sedersi a tavola, rivedere Jeanne e trascorrere qualche giorno nella casa, solo perché ci stanno bene.
Questi soggiorni contano proprio perché non hanno sempre bisogno di un motivo diverso dal piacere di esserci.
Pantoufle non è più soltanto una casa a cui hanno contribuito a dare una voce musicale. È diventato anche un luogo in cui Pascale ed Éric amano semplicemente tornare.
Dopo due anni, alcuni punti di riferimento non hanno più bisogno di essere discussi. È più facile riconoscere ciò che appartiene a Pantoufle, ciò che può sorprenderla nella giusta misura e ciò che, per quanto bello, suonerebbe meglio altrove.
Pantoufle continua a evolvere insieme a Jeanne. Il repertorio si amplia. Arrivano nuove canzoni; altre scompaiono. Pascale ed Éric ritornano, ascoltano, propongono e continuano a cercare con lei.
Due anni dopo, Pascale ed Éric continuano a tornare a Marsanne.
«Pascale & Éric vengono a trovarmi spesso, e le playlist migliori sembrano nascere sempre da quei momenti rilassati che condividiamo.»
Jeanne Jouvet (titolare, Pantoufle)




