Scopri Music Eye View: curatela musicale e identità sonora nate da due modi complementari di ascoltare.

Chi siamo

Ci chiedono spesso da dove venga il nome Music Eye View. Ai nostri clienti piace abbreviarlo in «Music Eye».

È un gioco di parole. Quando cercavamo un nome per la società, avevamo in mente un album del gruppo americano Dog’s Eye View. Quel nome ci sembrava un contrappunto alla bird’s-eye view, la vista a volo d’uccello: uno sguardo dal livello del suolo accostato all’ampia prospettiva dall’alto. Sostituendo «Bird» e «Dog» con «Music», siamo arrivati a Music Eye View: un modo di guardare un luogo e la sua identità attraverso la musica.

Il nome riassume il nostro approccio: partiamo da una richiesta pratica di musica di sottofondo (BGM, acronimo di Background Music), per esempio per un hotel o un ristorante stellato Michelin, e la leggiamo nel contesto più ampio del brand. Da questa esigenza iniziale prende forma un’identità sonora su misura.

Music Eye View

Fondata da Pascale ed Éric Perruchot, Music Eye View è uno studio di curatela musicale che offre servizi di musica di sottofondo per l’ospitalità, la ristorazione, gli spazi dedicati al benessere, i punti vendita e gli ambienti aziendali.

I nostri team lavorano in tutto il mondo e costruiscono ogni identità sonora intorno al brand e al modo in cui le persone vivono i suoi spazi. Ci occupiamo di direzione musicale, playlist su misura, programmazione per ambiente e fascia oraria, streaming e governance nel lungo periodo.

Due modi di ascoltare, una visione

Music Eye View riunisce i cofondatori Pascale ed Éric Perruchot e i loro team per creare e governare identità sonore su misura. Da quasi quindici anni lavorano in oltre trentacinque paesi con luoghi, brand e pubblici plasmati da culture e modi di ascoltare diversi.

Come è nata Music Eye View

Pascale ed Éric uniscono percorsi accademici e professionali complementari che attraversano giornalismo, comunicazione, diritto, ingegneria delle telecomunicazioni e musica.

01

Media e televisione

Pascale ed Éric hanno iniziato la carriera nei media e nella televisione, anche a Canal+, dove immagine, narrazione e suono venivano sviluppati insieme. Il percorso professionale è cresciuto accanto alla vita che costruivano insieme; negli anni, riferimenti, conversazioni ed esperienze condivisi hanno alimentato un dialogo continuo tra due modi di pensare e decidere.

02

Digitale e piattaforme

Mentre la tecnologia digitale cominciava a trasformare media, piattaforme e distribuzione, Pascale ed Éric hanno scelto di studiare più da vicino questi cambiamenti a Télécom ParisTech.

Nel 2012, la loro tesi sull’identità sonora letta attraverso l’esperienza del cliente ha dato a questa riflessione un obiettivo preciso. Music Eye View è nata da quel percorso di ricerca.

03

Identità sonora e governance

Pascale ed Éric hanno poi portato quel pensiero in Asia, mettendolo alla prova in situazioni reali in cui i marchi operavano già oltre i confini nazionali.

È in Asia che l’ospitalità di lusso ha offerto a questa riflessione il suo primo terreno pratico, mentre esploravano come l’identità di un brand potesse assumere una forma musicale in luoghi dai molteplici usi.

Un trittico distintivo

La governance dell’identità sonora si mette alla prova nelle condizioni reali: un luogo, un momento, le persone che li animano e un’intenzione che trova una forma capace di durare nella memoria.

Esperienza

Quasi quindici anni di lavoro in oltre trentacinque paesi hanno affinato la nostra comprensione di come suono e musica plasmino la percezione di un luogo.

Questa esperienza ci aiuta a distinguere i principi validi in contesti diversi da quelli che appartengono a un luogo e a un momento precisi.

Intenzione

Osserviamo che cosa porta una persona in un luogo, che cosa spera di viverci e quale relazione instaura con l’ambiente che la circonda.

Da qui, esplicitiamo ciò che il brand vuole esprimere, l’impressione che desidera lasciare e la relazione che intende costruire.

Metodo

Pascale ed Éric lavorano ciascuno con un team i cui punti di vista, ascolti e osservazioni plasmano ogni decisione.

Pascale si concentra su ciò che i luoghi rivelano di sé: come vengono utilizzati, i ritmi che li plasmano e le persone che li animano.

Éric traduce questa comprensione in termini musicali, attraverso repertorio e programmazione.

Da un progetto all’altro, questa intelligenza collettiva permette di riconsiderare ogni scelta senza perdere di vista la direzione che la sostiene.

La passione per la condivisione

La nostra pratica si estende all’insegnamento. A Sciences Po Paris e all’Institut Lyfe (già Institut Paul Bocuse), insegnare significa trovare parole precise per ciò che l’esperienza talvolta ci ha insegnato a riconoscere prima di saperlo esprimere compiutamente. Significa distinguere, collegare, mettere alla prova e spiegare perché una scelta regga in una situazione mentre un’altra richiede una risposta diversa.

Anche le domande emerse in aula spostano il nostro sguardo. Ci chiedono di riconsiderare ciò che sembrava ovvio, esaminare ciò che appariva acquisito e chiarire le nostre ragioni. Le situazioni incontrate nei progetti danno sostanza concreta a questa riflessione; l’insegnamento ci chiede di verificarne la coerenza e di renderla trasmissibile.