Insegnamento della musica, formazione alla curatela e conferenze: condividere il modo in cui si comprendono, si prendono e si spiegano le decisioni musicali.

Didattica e conferenze

Pascale ed Éric Perruchot insegnano nell’istruzione superiore. I loro corsi esplorano come la musica crei significato, trasmetta un’intenzione e metta in relazione persone, culture e marchi. Ne esaminano le dimensioni sociologiche, emotive ed estetiche insieme alle interazioni culturali e interculturali che plasmano il modo in cui la musica viene creata, condivisa e compresa.

Music Eye View propone anche seminari e formazione per le imprese e partecipa a fiere ed eventi professionali con interventi e tavole rotonde. Questi incontri esplorano i legami tra musica, cultura e società e il contributo della musica all’espressione di un marchio e all’esperienza di un luogo.

Music Eye View

A Sciences Po Paris e all’Institut Lyfe di Lione, già Institut Paul Bocuse, Pascale ed Éric Perruchot insegnano insieme, esplorando come la musica crei significato, trasmetta valori e contribuisca all’esperienza di un brand o di un luogo.

Nei loro corsi, nei percorsi di formazione aziendale e nelle conferenze, la curatela musicale dialoga con la sociologia, le emozioni, l’estetica, la gastronomia, l’ospitalità e la strategia di marca. Ogni scelta tiene conto dell’uso concreto degli spazi: l’ascolto diventa così uno strumento pratico per progettare e decidere.

Trasmettere, insieme

Perché insegniamo

Abbiamo scelto di insegnare perché condividere l’esperienza porta con sé una responsabilità diversa: ricostruire il ragionamento che la sostiene, renderlo chiaro agli altri e lasciarlo aperto alle domande. Una decisione può attingere ad anni di ascolto, a una conoscenza intima del repertorio, alle conversazioni con un marchio e all’osservazione attenta di un luogo e di chi vi vive o lavora. Trasmettere significa tornare al percorso che ha condotto alla scelta e dare agli altri gli strumenti per ripercorrerlo, metterlo alla prova e comprenderlo da sé.

Insegnare fianco a fianco

Di fronte allo stesso brano, allo stesso brand o alla stessa situazione, possiamo dare un peso diverso alle diverse dimensioni di ciò che vediamo e ascoltiamo. Attraverso il dialogo, queste letture si interrogano e si affinano a vicenda. Chi apprende può osservare un pensiero che prende forma, seguirne il ragionamento, metterlo in discussione e proporre una lettura propria.

Questo scambio è centrale nel nostro modo di insegnare. Riprende il modo in cui prendiamo decisioni a Music Eye View e l’esperienza di costruire insieme un’azienda creativa, con i team, attraverso paesi, esperienze e incontri che hanno continuamente ampliato la comprensione della nostra pratica.

Corsi, formazione e incontri

Oggi questo impegno assume tre forme: istruzione superiore, formazione professionale e incontri pubblici. Ciascuna crea uno spazio diverso per condividere la stessa pratica: partire da situazioni reali, interrogare le scelte e rendere il ragionamento che le sostiene utilizzabile da altri. Music Eye View offre formazione sulla curatela musicale e incontri sulla programmazione musicale, sull’identità sonora e sul ruolo della musica nell’ospitalità e in altri contesti professionali.

Istruzione superiore

A Sciences Po Paris e all’Institut Lyfe, la didattica passa dall’esperienza sensoriale all’analisi, poi dall’analisi alla decisione.

A Sciences Po esploriamo come la musica possa contribuire all’espressione e alla riconoscibilità di un marchio. Valori, posizionamento o intenzione vanno oltre le parole per diventare criteri di scelta, poi un’espressione sonora coerente che si può esplicitare, documentare e governare.

All’Institut Lyfe, l’ospitalità e la ristorazione offrono un contesto particolarmente concreto per un’indagine più ampia sul servizio, sull’accoglienza e sull’esperienza vissuta dalle persone. Un brand si esprime attraverso le relazioni, i modi in cui si vive un luogo e i momenti che lo plasmano. La musica ci permette di esaminare come un’intenzione diventi percepibile e come si possa mantenere la coerenza mentre le situazioni cambiano.

Formazione per le imprese

Con i professionisti partiamo dalla loro esperienza, dalle responsabilità e dalle decisioni che devono davvero prendere. Il confronto comincia da ciò che un marchio vuole rendere riconoscibile, dai valori o messaggi che vuole far percepire e dall’esperienza che desidera creare. La musica trasforma queste intenzioni in criteri, scelte ed espressioni coerenti.

Significa anche distinguere preferenza, curatela, programmazione musicale, identità e governance, poi mettere le decisioni in relazione con i destinatari. Persone con ruoli diversi possono affrontare la stessa domanda a partire dalle proprie responsabilità, costruendo al contempo un linguaggio comune per decidere insieme.

Contenuti e approfondimento sono adattati ai partecipanti, alla loro organizzazione e alle situazioni che desiderano esplorare.

Interventi e tavole rotonde

Pascale ed Éric intervengono a conferenze, tavole rotonde e giornate di studio. Scegliamo una domanda abbastanza precisa da aprire il tema: che cosa rende una scelta musicale adatta a una situazione, il posto del gusto in una decisione professionale, il ruolo della curatela, il rapporto tra musica e identità di marca o il modo in cui un luogo cambia ciò che ascoltiamo.

Il formato cambia; il rigore rimane lo stesso: un percorso di pensiero che ciascuno possa riportare alla propria esperienza.

Esperienza e confronto

Percorsi in movimento

Il nostro insegnamento nasce da una pratica plasmata da situazioni reali, che continua a evolvere attraverso di esse.

I nostri percorsi ci hanno portati dai media e dalla televisione allo studio del cambiamento digitale, poi alla fondazione di Music Eye View nel 2012. In Asia, quel pensiero ha incontrato per la prima volta la pratica; sono seguiti altri paesi, culture, marchi e usi. Con ogni progetto, le domande si sono fatte più precise, e con loro il nostro modo di affrontarle.

Costruire in contesti diversi

Anche l’imprenditoria fa parte di questa esperienza. Costruire un’impresa creativa significa tenere insieme convinzione e realtà, decidere con informazioni incomplete, capire ciò che un cliente sta davvero cercando di risolvere, riunire personalità e competenze diverse in una direzione comune e mantenerla lasciandola evolvere.

Condividiamo questa esperienza perché solleva domande che chi impara incontrerà nei propri ruoli futuri: come diventa progetto un’intuizione? Come si incontrano modi di pensare diversi in una decisione? Come si traducono i valori in criteri che possano guidare l’azione? Come si comprende un contesto diverso dal proprio? Come resta comprensibile una decisione quando passa da una persona a un team e poi dal team a un’organizzazione?

Lavorare tra culture

Questa esperienza è stata plasmata anche da clienti e pubblici le cui culture, riferimenti, abitudini e relazioni con la musica possono differire profondamente.

La musica ha una straordinaria capacità di attraversare le culture; non viene mai ascoltata al di fuori di esse.

Questa duplice realtà attraversa la nostra pratica: comprendere le persone a cui ci rivolgiamo, i loro riferimenti specifici e il loro contesto, lavorando al tempo stesso con un linguaggio musicale capace di andare oltre queste differenze. La capacità della musica di attraversare i confini culturali rende ancora più necessaria un’attenzione precisa a chi ascolta.

Pratica e insegnamento

01

Partire da una situazione reale

I progetti di Music Eye View portano in aula decisioni reali: prese in un contesto, con vincoli, per persone e finalità precise.

Riprendiamo i casi con il loro contesto, i vincoli, i destinatari della musica, le intenzioni espresse dal marchio e le scelte che hanno gradualmente preso forma. Chi impara può ricostruire una decisione, esaminarne il ragionamento e poi costruire la propria lettura.

02

Analizzare e decidere

Scelgono, argomentano, mettono alla prova i propri criteri rispetto alla situazione e preparano una presentazione per il cliente. L’esercizio si avvicina a ciò che molti saranno chiamati a fare in ruoli manageriali o decisionali: comprendere la complessità, identificare ciò che conta, costruire una raccomandazione, assumersi la responsabilità di una valutazione e renderne chiaro agli altri il ragionamento.

Per un futuro responsabile marketing, brand manager, professionista dei servizi o dirigente, la musica diventa un campo concreto in cui mettere alla prova una domanda più ampia: come diventa percepibile un’intenzione, per poi trasformarsi in una decisione abbastanza strutturata da poter essere condivisa, attuata e governata?

03

Presentazione al cliente

Una decisione diventa qualcosa che altri possono portare avanti quando il suo ragionamento può essere espresso, discusso e presentato.

Qui contano le nostre due voci. Chi apprende ha visto che la stessa situazione può sostenere più di una lettura e che una prima risposta acquista precisione quando resta aperta alle domande. Ha lo stesso spazio per costruire e difendere una posizione propria.

I progetti danno materia alla didattica; chi impara la rimette al lavoro attraverso riferimenti e domande differenti. Insegnare diventa così parte dell’evoluzione della nostra pratica: condividiamo ciò che abbiamo imparato, esponiamo le decisioni al confronto e restiamo aperti a ciò che dobbiamo ancora apprendere.

Ascoltare, comprendere, scegliere

01

Ascolto

La musica è un terreno particolarmente fertile per mettere alla prova ciò che pensiamo di sapere già.

Cominciamo spesso dall’ascolto.

Un esercizio di ascolto alla cieca può chiedere quale emozione evochi un brano, a quale stile o tradizione musicale sembri appartenere, che cosa attiri l’attenzione o crei un senso di familiarità. Più persone ascoltano lo stesso brano; le loro risposte rivelano sensibilità, riferimenti e percezioni diversi.

02

Teoria

La teoria aiuta poi a illuminare ciò che è appena stato vissuto. Il suono è fisico: variazioni di pressione viaggiano nell’aria e diventano percezione. La musica coinvolge anche emozione, memoria, associazione e movimento. La sua dimensione conativa appare immediatamente quando un ritmo mette il corpo in movimento o un brano ci fa venire voglia di ballare.

Secondo ciò che emerge dall’ascolto, possiamo attingere all’acustica, alle scienze cognitive, alla psicologia, alla sociologia, alla cultura e alla teoria musicale o al marketing. Questi ambiti offrono riferimenti, affinano il vocabolario e aiutano a distinguere elementi inizialmente arrivati come un’unica impressione sensoriale.

La teoria serve la pratica: ascoltare più attentamente, nominare con più precisione e scegliere con più chiarezza.

03

Curatela

Curare una selezione significa entrare in un vasto repertorio con una direzione abbastanza precisa da sapere che cosa si cerca, lasciando spazio alla scoperta per orientare la ricerca. Ogni brano che ascoltiamo pone le stesse domande: quale ruolo potrebbe svolgere, per chi, in quale situazione, in quale momento e per quale ragione?

Il gusto fa parte dell’ascolto; i criteri lo collegano a qualcosa che va oltre noi stessi.

Un brano ha una propria storia, forma, energia, densità, voce e ritmo. Un luogo ha ritmi, densità e storie propri. Il marchio porta un’intenzione, dei valori, un posizionamento e talvolta messaggi che vuole rendere percepibili oltre le parole. Le persone presenti portano le proprie sensibilità, abitudini e culture, il motivo per cui si trovano lì e il tempo che trascorreranno nel luogo.

04

Congruenza

La curatela acquista senso quando queste realtà vengono considerate insieme.

È qui che conta la congruenza. Un brano trova posto quando forma una relazione coerente con ciò che il brand vuole esprimere, con ciò che accade davvero nel luogo, con il momento in cui verrà ascoltato e con le persone a cui si rivolge.

Chi ascolta rimane al centro di questa relazione.

Chi cerchiamo di raggiungere? Quale esperienza è venuto a vivere qui? Come ascolterà questo brano in questo contesto preciso? Che cosa vuole fargli percepire di sé il marchio? Quale presenza musicale può sostenere questa relazione e risultare appropriata?

05

Governance

Man mano che queste domande si precisano, le scelte cominciano a formare un linguaggio. Un’identità sonora emerge quando un’intenzione è abbastanza chiara da generare espressioni diverse restando riconoscibile.

Come le linee guida di un’identità visiva, una guida all’identità sonora le dà una grammatica e una memoria. La governance interpreta poi questa grammatica, decide nelle situazioni nuove e permette all’espressione sonora di evolvere mantenendo la coerenza.

Domande frequenti

Dove insegnano Pascale ed Éric?

Pascale ed Éric Perruchot insegnano insieme a Sciences Po Paris e all’Institut Lyfe di Lione (già Institut Paul Bocuse).

Music Eye View progetta percorsi formativi per i professionisti?

Sì. Contenuti, ambito e approfondimento vengono definiti attorno ai partecipanti, al loro ambiente professionale e alle situazioni che desiderano esplorare.

In quali lingue insegnate?

Didattica, formazione professionale e incontri pubblici possono essere proposti in francese, inglese o tedesco.